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nessuno!

Pagelle e amenità dallo Junò

Benty

lucido e preparato affronta la sfida a mani basse, anche coccolato dal tepore della location che ha,come dire,"un che" di familiare... dopo un inizio tecnico e a tratti sbrigativo,si lascia andare a una performance di tutto rispetto e chiude la serata con la faccia di quello che ha in bocca il sapore della vittoria... o forse ha solo bevuto un Cuba Libre bello fresco... PRECISO

Sandrone

Serata che promette bene fin dai primi approcci, all'aperitivo per intenderci. Durante la serata va che è un amore anche se a volte si affida un po' troppo alle sue "proverbiali" capacità mnemoniche... che in più di una occasione lo hanno tradito. Mentre la performance volge al termine si accende la spia arancione ma lui non se ne cura e spreme l'acceleratore fino in fondo pregustando il traguardo. A fine serata,ormai vinto dalla stanchezza,si avvia esausto a una morte lenta sullo sgabello della batteria bramando il meritato riposo. STANCO

Biondo

Si presenta all'avvio arzillo e spumeggiante, tanto che è costretto ad una dose di "ginecologo" alle 15:30 per placare i nervi. Incerto sull'andamento della serata prende coraggio quando vede il suo amplificatore salire sul soffitto del locale.L'avvio è ottimo,il resto...diciamo che è andato. "Inspiegabilmente" la concentrazione se ne va,la precisione scarseggia e il groove ne risente.Non perdendosi d'animo fa sfoggio del suo lato comico e riesce a chiudere la serata. GINECOLOGO

Papi: CHI?!..... Ah!C'ERA ANCHE LUI?!

Leggero e disinibito si concede a noi suonando e regalandoci momenti di Musica. Le mani sembrano andare da sole come farfalle in primavera spaziando a oltrepassando i confini della pentatonica, fino a giungere in un mondo di note che fino ad ora conosceva solo Beethoven. Impeto e grazia si fondono per dare origine a movenze d'altri tempi e magicamente lo Junō di San Severino diventa il Bolshoi di Mosca. Gli spettatori increduli sono come fiere addomesticate e il tutto ricorda il suonatore di flauto di Hamelin. Passioni ardimentose si consumano metre egli da vita a uno degli spettacoli pių belli che la terra ricordi...o forse cercava solo de capė se se sentiva...

Scotty

Nasconde la sua ansia da prestazione in modo quasi impeccabile,tradito solo dal bisogno del "ginecologo" alle 15:30. Nonostante tutto si presenta marmoreo all'avvio e non tradisce le aspettative. Sicuro del sound si esalta sui passaggi, aiutato anche da una certa componente aleatoria. Non si scompone, non si dimena, fa solo la sua parte quasi fosse ipnotizzato...forse dall'amplificatore del biondo a 2 centimetri. BASSISTA

Bubba

Cappello a parte a lui vanno riconosciute delle qualità. Segue bene la metrica dei brani,si agita al punto giusto, nasconde la sua indole gay almeno per una sera. Trova un buon sound e un giusto feeling con lo strumento,segno che anni di canzoni per bambini in qualche modo lo hanno aiutato. Si perde ingenuamente sull'assolo di Rawhide non ricordando l'insegnamento di Freddy Mercury: "the show must go on". GAY

Gentilucci Gianluca...

Ben oltre la media tecnica del gruppo, di altro spessore rispetto ai suoi pur volenterosi amici, non ce ne vogliano, è di un'altra categoria. la sue note leggere si alzano, pervadendo e riempendo la sala con un profumo di libertà buonissimo... SPOCCHIOSO